Una giornata “ad artem”

L’appassionato reportage di una studentessa sull’uscita didattica a Milano, alla scoperta di grandi capolavori

Nella mattinata dello scorso 16 dicembre, le classi quarte del Liceo Classico Cavalieri sono
state accolte da una Milano uggiosa; sebbene il programma iniziale dell’uscita prevedesse una prestigiosa visita guidata all’Ultima Cena di Leonardo, un funesto sciopero ci ha costretti a disdire e a riparare
altrove. Ma si sa: Milan l’è un grand Milan e specialmente durante il periodo delle feste l’arte e la cultura regnano sovrane in ogni angolo della città.

Per iniziare la giornata con il giusto ottimismo abbiamo quindi deciso di visitare un posto per noi speciale che purtroppo rischia di passare inosservato: la Chiesa di Santa Maria presso San Satiro. Un piccolo gioiello dell’architettura italiana nascosto dalla bancarella di un fioraio, ma che non è sfuggito all’attenzione dei nostri studenti, a cui era già ben noto. Qui abbiamo avuto modo di ammirare – finalmente – da vicino il magnifico finto coro realizzato da Donato Bramante.


Ma l’arte poi ci ha chiamati in Piazza della Scala, dove, accolti dallo sguardo attento della statua del nostro caro Leonardo Da Vinci, abbiamo goduto del beneficio di una visita guidata a Palazzo Marino, sede dell’amministrazione comunale che da diversi anni ospita la tradizionale esposizione natalizia dal 2 dicembre al 15 gennaio. Insomma, un appuntamento irrinunciabile, che non potevamo lasciarci scappare!


Quattro le opere esposte, unite da un fil rouge comune, ovvero la carità e la bellezza, interpretate da quattro Artisti (con la A maiuscola) del periodo gotico-rinascimentale e gentilmente prestate da alcuni musei di Firenze: una scultura a opera di Tino di Camaino, un tabernacolo del Beato Angelico, una tavola di Filippo Lippi e, in ultimo, anche un’opera realizzata da Sandro Botticelli.
I capolavori si trovano nella Sala Alessi, allestita con particolare cura e attenzione all’ecosostenibilità e al riciclaggio: dal soffitto calano infatti tendaggi realizzati in seta non violenta (si attende la trasformazione del baco in farfalla, per evitare di interromperne la metamorfosi), disposti in modo da esaltare la preziosità delle opere e da evocare gli interni di una cattedrale.


La mostra si apre con la Carità marmorea di Tino di Camaino, a lungo collocata sopra la porta del Battistero di Firenze e oggi conservata al Museo dell’Opera del Duomo. A sorprendere più della rappresentazione stessa della Carità, sono in realtà i due bambini che si arrampicano sul corpo della donna, per cercarne il seno. Segue il Tabernacolo del Beato Angelico, proveniente dal Museo di San Marco, che sarà esposto solo a partire dal 20 dicembre. Il tema iconografico è quello tradizionale dell’Annunciazione e dell’Adorazione dei Magi, scene impreziosite da uno sfondo dorato con motivo damascato e dalla splendida cornice scelta. Di fronte a quest’opera, ammiriamo poi la Madonna col bambino di Filippo Lippi, in prestito dal Museo Medici Riccardi di Firenze. Tratti eleganti e richiami alla pittura tardogotica, come le aureole punteggiate d’oro, rendono quest’opera un vero e proprio capolavoro.

Un valore aggiunto è poi sicuramente il magnifico ritratto di un giovane che si trova sul retro della tavola. In ultimo, ma non per importanza, abbiamo avuto il piacere di ammirare la Madonna col Bambino di Sandro Botticelli, conservata al Museo Stibbert: la drammaticità del quadro, resa anche dalle tonalità scure scelte, è il riflesso del clima di tensione che si respirava a Firenze, dove acquistava sempre maggiore fama il predicatore Girolamo Savonarola, a scapito della dinastia medicea, che stava per perdere il suo potere.


Dopo una meritata pausa per rifocillarci addentrandoci tra le tante proposte culinarie offerte da Milano, ci siamo recati alla Pinacoteca Ambrosiana, un vero e proprio centro culturale istituito da Federico Borromeo nel primo decennio del Seicento. Sandro Botticelli, Bramantino, Tiziano, Raffaello, Leonardo e Caravaggio sono solo alcuni dei nomi degli illustri artisti le cui opere fanno parte dell’incredibile collezione
del Cardinale. Un posto d’onore è di certo riservato allo splendido Cartone della Scuola di Atene, realizzato (ma mai utilizzato) da Raffaello Sanzio per la Stanza della Segnatura dei Musei Vaticani. Uno spettacolo di dinamicità che ci permette di ammirare il tratto di uno dei pittori che hanno davvero fatto la storia dell’arte.


L’emozione, per noi studenti freschi di studio, è stata fortissima. È impossibile poi non citare il Codice Atlantico di Leonardo, che abbiamo avuto modo di studiare a fondo durante le ore di lezione: nati come fogli sparsi (più di mille!), gli appunti del genio sono esposti nella cornice della splendida biblioteca. Un’opera dal valore inestimabile che durante le spoliazioni napoleoniche fu requisita, ma che in seguito
Antonio Canova riuscì a riportare in Italia.


Tante emozioni e tanta arte sono stati i protagonisti di questa uscita didattica, che ci ha permesso di vedere finalmente ciò che per tempo abbiamo ammirato solo sui libri e di creare bei ricordi in compagnia dei nostri amici (non solo i compagni di classe, ma anche tutti gli artisti che ci hanno accompagnato nelle giornate di studio…).

Maggie Francesca Pagani


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